La Storia Seconda Irene Onofrio (Chaine de Danses)

La Storia è anche fatta di musica e danza, lo sa benissimo Irene Onofrio, rappresentante dell'associazione che collabora con noi Chaine de Danses. Leggete insieme a noi come è nata la sua passione con le 5 domande di IStoria.

Raccontaci come è nata la tua passione per la danza storica.


Molti potrebbero pensare che mi sia appassionata alla danza fin da piccola, come può capitare a molte bambine. Per me, invece, non è mai stato così. Da bambina amavo andare alle mostre, visitare i borghi italiani e dipingere. Tutto ciò che poteva anche solo lontanamente sembrare sport, lo evitavo. Ammetto, però, che sono sempre stata una appassionata di costumi ed è stato proprio ciò a spingermi, durante l’adolescenza, verso il mondo della danza. Il primo corso al quale ho partecipato è quello della danza del ventre, che mi ha insegnato a prendere coscienza del mio corpo. Ma ciò non mi bastava e così all’età di 20 anni, ho iniziato a cercare un altro corso di ballo con la caratteristica che avesse “dei bei costumi”. Ed è stato proprio così che ho scoperto il mondo della danza storica ottocentesca. Un corso perfetto per me perché mescola la bellezza estetica con la storia di un’epoca passata che mi ha sempre affascinato, soprattutto sotto il profilo artistico. Ormai sono 6 anni che faccio parte di questo mondo.

Quali sono stati i due momenti più belli che hai vissuto nella danza st


orica?

Ah, che domanda difficile! Come poter scegliere solo due momenti?! Sicuramente uno dei momenti più belli è stato partecipare al mio primo gran ballo ottocentesco presso l’hotel Saint Regis a Roma. Mi ricordo ancora ogni singolo sentimento che provavo, è stato un sogno che è diventato realtà! Il secondo momento più bello è stato quando io con i miei colleghi Camilla ed Eduardo Di Cristina, Mauro Scupilliti, Soledad Grecchi e Monica Colombo abbiamo preso coraggio e abbiamo fondato la nostra associazione di danze storiche. Non è stata una scelta facile da compiere, avevamo paura di non essere all’altezza, di non riuscire a portare avanti questo progetto, soprattutto in una città come Milano, dove purtroppo i corsi di ballo seguono le mode. Ci siamo fatti forza a vicenda e abbiamo deciso di provare. Tanto cosa avevamo da perdere?! Nulla! Ma avevamo tanto da guadagnare. Ci siamo buttati in questa esperienza ed è nato il nostro bimbo. O almeno così considero io la nostra associazione, come un nostro figlio.

Cos'è la storia per te?

Come dice Cicerone “la storia è testimonianza del passato, luce di verità, vita della memoria, maestra di vita, annunciatrice dei tempi antichi”. Questo pensiero rappresenta in pieno ciò che rappresenta la storia per me. La storia è vita, è ciò che ci dovrebbe insegnare come vivere per avere un mondo migliore. La storia è memoria, per ricordare tutte le persone che hanno dato la vita per realizzare un mondo migliore. La storia siamo noi. Anche in questo momento noi stiamo scrivendo la storia di noi stessi proiettati nel presente e nel futuro. Ogni nostra singola azione è storia.

Quale è la tua epoca storica preferita?

Sono appassionata dell’Italia del primo millennio a.C. , speci


almente dell’Italia che precede il graduale processo della romanizzazione poiché fu un insieme di popolazioni con origini, culture e lingue differenti. E questo “miscuglio” ha gettato le basi per essere ciò che siamo stati nei secoli dopo, sia a livello storico, artistico e architettonico.

Quali sono i tuoi due personaggi storici preferiti?

Il primo personaggio storico che preferisco è Elisabetta I, una donna forte, tenace, con una grande forza d’animo. Mi ricordo ancora che uno dei primi libri che ho letto da piccola era una biografia scritta per bambini proprio su di lei. Anche il secondo personaggio storico preferito è una donna, precisamente Ipazia, una grande astronoma e scienziata uccisa dal fanatismo religioso. La storia di Ipazia ci dovrebbe far riflettere sull’importanza della libertà di pensiero e su come i dogmi sia ideologici sia religiosi possano essere nemici della conoscenza.


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