La Storia secondo Camilla Di Cristina (Chaine de Dances)

Oggi vi presentiamo Camilla Di Cristina, presidente dell'associazione di danza storica con cui collaboriamo Chaine de Danses. Grazie a lei e al suo gruppo abbiamo possibilità di vivere la storia attraverso il magico mondo della danza.


Ecco a voi le 5 domande di IStoria che le abbiamo fatto. Continuate a seguirci per scoprire il fantastico mondo della storia, in modo coinvolgente e personalizzato, con esperti di ogni settore.

Parlaci un po' di come ti sei approcciata al mondo della danza e il tuo percorso.

È iniziata per caso. La danza mi ha sempre affascinata, ma ero convinta non facesse per me, complice anche un brutto rapporto con il mio corpo. Mi ero sempre considerata troppo goffa. Poi è arrivato un momento nella mia vita in cui ho iniziato a buttarmi in tutte quelle esperienze che mi ero preclusa fino a quel momento. Una persona appena conosciuta mi ha parlato della danza ottocentesca, ma il corso era lontano, in un'altra città. Mi sono detta "perché no?" e così una volta a settimana ho iniziato a farmi in totale 5 ore di viaggio per fare una singola ora di lezione. È nata una passione e un percorso che mi ha portato, insieme a un gruppo di cari amici conosciuti a lezione, a fondare la nostra associazione di danza storica.

Quali sono stati i due momenti più belli che hai vissuto in danza storica?

Uno dei ricordi più belli è stato trovarmi a un ballo all'una di notte, con la sala oramai deserta e una serata bellissima alle spalle, a ballare vorticosamente il valzer con un amico perché nessuno dei due voleva arrendersi all'idea di dichiarare finita quella serata stupenda. Un altro momento per me particolarmente prezioso è stato quando mio marito mi ha chiesto di insegnargli a ballare. Condividere la danza è stato qualcosa che ci ha uniti ancor di più, fin da quei primi passi maldestri davanti allo specchio di casa.

Cosa è la storia per te?

La storia è l'insieme di tutte le storie delle persone venute prima di me. È memoria collettiva che non solo ci permette di capire da dove veniamo, ma ci dà anche strumenti per guardare con consapevolezza al futuro.

Quali sono le tue due epoche storiche preferite e perchè?

Senza dubbio una è l'Ottocento. Soprattutto a livello letterario, artistico, musicale ha sempre occupato un posto speciale nel mio cuore. Fin da quando alle medie mi imabattei nel Romanticismo fu amore a prima vista in ogni suo aspetto, dal titanismo al l'esaltazione dei sentimenti alla fuga dalla realtà. Un altro periodo che mi affascina molto è quello che va dal IX secolo a. C. al I secolo a. C. perché il popolo etrusco mi ha sempre affascinata oltre ogni dire, sia per la condizione femminile sia per la loro religione e il loro rapporto con il divino.

Quali sono i tuoi due personaggi storici preferiti e perchè?

Difficile dirne solo due! Tra i primi che mi vengono in mente però c'è Charles Darwin, le cui opere mi hanno sempre affascinata. L'origine della specie è stata una lettura che al liceo mi ha colpita profondamente. I suoi studi ebbero un impatto profondissimo sulla società, ma di Darwin mi ha sempre affascinata molto anche la vita. Di lui vedo che si ha sempre questa immagine di vecchio barbuto, ma uno dei capitoli più incredibili della sua vita fu il suo viaggio sulla Beagle, appena ventiduenne. Dal suo racconto di questa esperienza, in Viaggio di un naturalista intorno al mondo, emerge tutta la sua sensibilità e la meraviglia con cui era in grado di guardare il mondo. Un altro personaggio che amo è Santa Ildegarda di Bingen. Fu una donna straordinaria, eclettica, talentuosa. Fu una monaca benedettina, teologa e profetessa ma anche filosofa, artista, poetessa, erborista, compositrice, cosmologa, naturalista, politica e tanto, tanto altro, in un'epoca a cui alle donne erano preclusi la maggior parte di questi campi.

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