La Storia per Aldo Marci

Fotografa la Storia 📸


L'immagine che vedete è una foto originale fatta al collodio umido, su lastra di vetro, tecnica inventata da Frederick Scott Archer intorno al 1850. La particolarità però di questa splendida ed evocativa istantanea è che è stata fatta solo due anni fa, dal nostro nuovo collaboratore: Aldo Marci.





Quest'ultimo ci racconta prima di tutto che grazie a questa tecnica per la prima volta si

ottennero negativi di qualità eccelsa, che permisero di ottenere stampe di qualità superiore ai

processi precedenti.

Accanto alla produzione dei negativi il collodio permise lo sviluppo dell'ambrotipia e ferrotipia, che portarono alla diffusione della fotografia presso una fascia più ampia della società.


In secondo luogo, come esperto di questa tecnica e nostro nuovo collaboratore, oltre che rievocatore, abbiamo voluto fargli le consuete cinque domande. Tra cui potete anche scoprire il lavoro dietro a delle fotografie uniche nel loro genere.




1. Raccontaci in poche parole quale e quanto lavor è richiesto per diventare esperto nell'utilizzo del collodio e fare queste splendide foto.


Il collodio è una tecnica che richiede pazienza , esperienza e manualità. Per arrivare a un livello

dignitoso occorrono studio teorico per comprendere la chimica del processo e la sua gestione sul

campo , una buona dose di pazienza nella gestione della chimica e dei suoi problemi , molta

manualità che si acquisce solo con il tempo e accettare di sbagliare molto all'inizio.

Una volta superati questi ostacoli si apre un mondo differente , con altre regole, dove dietro ogni

singolo scatto occorre preparazione ed una buona dose di esperienza fondata su molte lastre

sbagliate.

Buona parte del lavoro di fotografo al collodio devo dire che è nascosta : tagliare le lastre di vetro ,

molarle e pulirle , preparare la chimica e gestirla nel tempo e riordinare le attrezzature occupano la maggior parte del tempo. Le persone fuori vedono solo il lavoro sul campo con la camera oscura e la macchina fotografica , ovviamente parlando di collodio umido negativo e ambrotipia.

Lo scatto è solo una minuscola frazione del lavoro necessario e fa specie che in quella manciata di secondi si dia il senso alle giornate di lavoro necessario alla preparazione dei materiali.

Ovviamente solo l'esperienza permette di capire quanto esporre e come , a seconda della luce e del suo colore. Il collodio come tecnica vede solo la luce attinica e di fatto è sensibile a lunghezze

d'onda che per noi sono per lo più invisibili. Stessa cosa con lo sviluppo che agli inizi specie con le

ambrotipie è poco intuitivo. Ma ogni cosa diventa possibile con pazienza e perseveranza. Anche i

migliori continueranno a sbagliare, specie se porteranno la tecnica al limite, ma sempre meno

rispetto agli inizi.


In cambio il collodio è una tecnica capace di dare una soddisfazione unica , ogni scatto è una sfida e ottenere un risultato perfetto regala un'emozione che quasi nessuna altra tecnica è in grado di dare.







2. Sappiamo che partecipi attivamente alle rievocazioni storiche. Come è iniziata questa passione e quale è il ricordo più bello ?


Questa passione nacque quasi per caso. Penso a maggio del 2017 . Fino ad allora non sapevo che

esistesse il mondo delle rievocazioni . Vidi per caso un documentario dove vi erano ovviamente dei rievocatori del periodo della guerra civile americana. Inizia a pensare che portare il mio modo di fotografare ad una rievocazione potesse portarmi a fare cose interesanti. Ovviamente non

conoscendo nessuno iniziai a scrivere a varie associazioni. Conobbi Amaltea . E fu così che il 24

giugno 2017 partecipai alla prima rievocazione a San Martino , anche se come ospite.

Fu l'inizio di una esperienza incredibile che mi portò a fare grandi progressi dal punto di vista

tecnico. Buona parte dei fotografi al collodio contemporanei non lavora al di fuori del proprio

studio. Scattare all'aperto con qualsiasi condizione climatica a volte rasenta il proibitivo.

Ma quando riesci a portare a casa una lastra perfetta la soddisfazione è immensa.