La Guerra dei Sette Anni nella Fotografia


Dopo aver visto grazie a G.Rava art alcuni fantastici dipinti dedicati alla Guerra dei Sette Anni in Europa, oggi vogliamo proporvi le splendide fotografie fatte da Camillo Balossini, rappresentanti lo stesso periodo ma oltreoceano.


La cosiddetta guerra franco-indiana rappresentò letteralmente il fronte nordamericano della guerra dei sette anni.



La definizione French and Indian War, usato dalla storiografia anglosassone, si riferisce ai nemici della Gran Bretagna: i francesi e le numerose tribù "indiane" loro alleate. Tuttavia vi furono alcune tribù che si allearono ai britannici, fra cui i Cherokee ed i Mohawk. Nella storiografia francese il conflitto è invece noto come guerre de la Conquête (guerra della Conquista).


Inizio delle Ostilità


Verso la metà del XVIII sec., Francia e Gran Bretagna posero i loro interessi sulla ricca e incontaminata valle dell'Ohio. Subito i francesi cominciarono a costruire vari forti, lungo il perimetro di questo territorio e gli inglesi risposero con varie missioni diplomatiche, cercando di far ritirare i francesi dalla valle. Altro territorio conteso era l'Acadia. Quest'ultimo fu ceduto dalla Francia alla Gran Bretagna alla fine della Guerra di Successione Austriaca, gli inglesi cominciarono subito a insediarvi nuovi coloni ed a costruire nuovi insediamenti. Dal canto loro, i francesi costruirono forti lungo il confine, incitando gli indiani a compiere scorrerie contro le colonie avversarie.


Nel 1754 i franco-indiani iniziarono a collaborare per distruggere gli insediamenti britannici, che risposero con le armi dando il via alle ostilità. In Acadia non si svolsero grandi battaglie, ma solo scorrerie e scaramucce, mentre nella valle dell'Ohio, il colonnello George Washington fu incaricato dal governatore della Virginia di porre testa ai distaccamenti nemici. I francesi costruirono Fort Duquesne (rinominato successivamente dagli inglesi Fort Pitt, l'odierna Pittsburgh) e fecero partire una spedizione per la Virginia, che chiedeva il ritiro delle truppe britanniche dai loro possedimenti; questa fu intercettata da Washington, che annientò il distaccamento e che a sua volta sarà costretto a ritirarsi, contro un'altra spedizione francese che lo sconfiggerà a Fort Necessity.

L'estate dell'anno successivo (1755), dalla Gran Bretagna giunsero truppe regolari, comandate dal generale Edward Braddock. Queste avevano lo scopo di conquistare Fort Duquesne e cacciare i francesi dalla valle dell'Ohio. Braddock guidava circa 2.000 uomini e con l'aiuto di campo di Washington partì alla volta del forte. Sdegnandolo di ogni consiglio, il generale inglese cadde in un'imboscata tesa da francesi ed indiani, chiamata anche battaglia del fiume Monongahéla, dove, oltre a perdere la vita, Braddock lasciò sul campo 400 uomini.


Le Offensive Francesi


Nel 1756, dopo due anni dall'inizio delle ostilità in Nord America, scoppiò in Europa la Guerra dei Sette Anni; in quello stesso anno arrivò in America il generale Louis-Joseph de Montcalm, a prendere il controllo delle truppe francesi con nuovi rinforzi. In agosto, si mosse da Fort Carillon (Fort Ticonderoga per gli Inglesi), dove fece ampliare il sistema difensivo, il quale si trovava sulla strada che da Albany portava a Quebec e quindi poteva destare interesse ai britannici; verso Fort Oswégo, che ostacolava la comunicazione tra Fort Niagara e Fort Carillon e unica base inglese sul lago Ontario. I francesi, dopo un intenso bombardamento, mettendo fuori uso le batterie del forte, ottennero la resa dagli assediati e distrussero il forte.

L'anno successivo, il 1757, il teatro delle operazioni si spostò sul lago George, dove sorgeva Fort William Henry. Con l'arrivo dell'estate, Montcalm decise di colpirlo, approntando una spedizione contro e ponendovi un assedio. I francesi, anche qui come a Fort Oswégo, applicarono un pesante bombardamento contro il forte e scavando le trincee sempre più vicino ad esso, poterono posizionare i mortai, devastandolo. Durante l'assedio, gli inglesi riuscirono attraverso un messaggero a chiedere aiuto al vicino Fort Edward, dove risiedeva il generale Webb. Il corriere di ritorno a Fort William Henry fu catturato e la richiesta d'aiuto fu mostrata da Montcalm al colonnello Monroe, comandante del forte, che apprendendo del rifiuto alla sua richiesta, accettò la resa ai francesi forti di 11.000 uomini. Durante la ritirata a Fort Edward, la colonna in marcia venne attaccata dagli indiani, facendo un massacro. A Fort Edward ritornarono circa 1.400 inglesi dei 2.200 che erano partiti. Questo episodio è narrato anche nel romanzo "L'ultimo dei Mohicani".


L'anno della Svolta


Nel 1758 le sorti della guerra iniziano a ribaltarsi. Gli inglesi guidati dal generale Abercrombie, passano all'offensiva attaccando Fort Carillon. Radunati 20.000 uomini, si imbarcano sul lago George e approdano di fronte al forte a nord del lago. Nonostante ripetuti assalti, i britannici dovettero ritirarsi, dopo aver subito gravi perdite, al punto di partenza.


Nello stesso anno, a fine primavera, gli inglesi, dopo numerosi blocchi marittimi al porto di Louisbourg, in Acadia, decisero di conquistare la città, importante base navale francese, che bloccava l'accesso via mare a Quebec. Appena il tempo lo permise, i britannici sbarcarono vicino alla città, sbaragliando le piccole difese sulla spiaggia. Successivamente iniziarono a scavare trincee di fronte alle fortificazioni della città, dove mettervi l'artiglieria per bombardarla. Dal quel momento in poi ci fu un intenso fuoco contro la città, sia dalle posizioni via terra, sia dalle navi da guerra via mare, che riuscirono a colpire una nave nel porto facendola saltare in aria, che a sua volta incendiò le navi vicine facendole esplodere anch'esse. Oltre a questo, l'artiglieria distrusse vari bastioni e l'ospedale. Con soli cinque cannoni funzionanti, il governatore De Drucour accettò la resa incondizionata, consegnando la città agli inglesi. In quello stesso anno i britannici conquistarono Fort Duquesne e distrussero