Battaglia Delle Ardenne nei Wargame

Gioca la Storia


Dopo aver visto come è possibile raccontare la storia attraverso la televisione o delle opere d'arte, oggi parliamo della Battaglia delle Ardenne utilizzando il mondo del Wargame Storico.



Grazie a IStoria è infatti possibile vivere la storia in tantissimi modi diversi, anche divertendosi mentre si impara. Lo sa bene Mauro Faina, laureato in lingue, programmatore, ex ufficiale EI, dirigente scolastico e presidente di Casus Belli ( punto di riferimento dei giochi da tavolo storico-militari dal 1985).


Grazie a lui oggi scopriamo dei titoli che hanno come tematica proprio la battaglia combattuta nel dicembre 1944 tra Alleati e Germania nelle foreste del nord Europa. Da Ardennes a Wacht am Rhein, da Last Blitzkrieg a Bitter Woods, questi sono solo alcuni di quei boardgame che con cura ci possono permettere di rivivere gli incredibili scontri della Seconda Guerra Mondiale direttamente a casa, qualche volta con la possibilità di cambiarne le sorti.


Tra questi c'è The Bulge, tema principale proprio di una delle ultime puntate de "Il Giannizzero Nero". Cosa è il Giannizzero Nero? È un podcast giunto alla terza stagione, tenuto proprio da Mauro Faina, che ci accompagna alla scoperta dell'affascinante ma poco conosciuto mondo del Wargame Storico. Lo fa presentando e raccontando il gioco, recensendone pregi e difetti, ma ciò che più si avvicina alla filosofia di IStoria è proprio la voglia di descriverci il contesto storico in cui è ambientata l'opera ludica. La fedeltà delle unità e del campo di battaglia sono solo alcuni dei parametri che vengono valutati per comprendere se un Wargame è degno di questo nome e può garantire soddisfazioni e divertimento a chi lo gioca.



The Bulge in particolare, offensiva delle Ardenne in inglese, ci permette di guidare le forze alleate ma in particolare le unità corazzate tedesche. Queste ultime furono le protagoniste il 16 dicembre 1944, quando i tedeschi attaccarono attraverso la foresta delle Ardenne in Belgio e Lussemburgo. A partire dalle 5:30 l'artiglieria tedesca colpì incessantemente per circa un'ora e mezzo le postazioni della 1ª Armata statunitense, cogliendola completamente di sorpresa. Nel clima rigido e nelle foreste innevate, i soldati statunitensi non mantenevano un dispositivo difensivo continuo ma erano attestati in una serie di piccoli capisaldi con un servizio di pattuglie non particolarmente vigile; per settimane in questo settore aveva regnato la calma e le truppe erano ignare del pericolo e poco preparate. I soldati in linea occupavano deboli postazioni costituite da buche individuali e non esistevano piani difensivi dettagliati nell'eventualità di un'improbabile offensiva.


L'attacco venne inizialmente condotto dalle fanterie delle divisioni Volksgrenadier che avrebbero dovuto aprire i varchi proprio per le Panzer-Division che vennero trattenute in seconda linea per mantenerle intatte per la rapida avanzata prevista. Nonostante tutti i preparativi, le difficoltà del terreno e del clima, le carenze di carburante e di equipaggiamenti, la limitatezza delle vie di comunicazione nel fitto terreno boscoso non facilitarono il dispiegamento delle truppe e lo sviluppo dell'offensiva. I settori attaccati più importanti furono: a nord la cresta di Elsenborn, al centro l'importantissimo varco di Losheim, a sud lungo il corso dell'Our e del Sauer; interi plotoni statunitensi furono distrutti e i tedeschi fecero progressi in tutti settori. Il maltempo favorì in parte anche i tedeschi non consentendo agli Alleati, secondo le aspettative di Hitler, il completo utilizzo dell'aviazione.


Colte quindi totalmente di sorpresa, le truppe statunitensi manifestarono fenomeni di confusione e anche di panico; specialmente nei reparti di retrovia e in alcuni comandi arretrati si diffusero voci di disastro e ci furono segni di collasso; nei primi giorni si verificarono ritirate caotiche e si moltiplicarono gli sbandati. Il panico si diffuse anche nelle popolazioni civili in Belgio e anche della Francia settentrionale; i tedeschi sembravano di nuovo vittoriosi e si temettero terribili vendette.

Nel complesso tuttavia l'esercito statunitense nelle Ardenne non crollò affatto come aveva predetto Hitler. Al contrario, dove possibile i reparti stellati tentarono di resistere e si batterono spesso con grande efficacia anche in inferiorità numerica, rallentando il nemico e contendendo il terreno decisivo. Anche disgregate e prive di ordini precisi, piccole formazioni superarono la sorpresa e il panico iniziale e intralciarono in numerosi settori l'avanzata tedesca. Sorprendendo il comando e le truppe tedesche, gli statunitensi dimostrarono spirito di iniziativa e capacità di combattere anche senza i grandi vantaggi materiali usuali per l'esercito statunitense. In particolare, alcuni reparti di genieri salvarono la situazione contro il Kampfgruppe Peiper, l'artiglieria e i fanti della 99ª divisione fanteria difesero strenuamente Bütgenbach, il 110º Reggimento fanteria della 28ª Divisione resistette per due giorni sull'Our; questi accaniti scontri intralciarono notevolmente i tedeschi, ne sconvolsero i piani e la tabella di marcia, ne preclusero alla lunga le possibilità di successo strategico decisivo.

Le truppe attaccanti delle divisioni Volksgrenadier inoltre evidenziarono chiare carenze tattiche e di equipaggiamento, mentre le stesse potenti divisioni corazzate Waffen-SS diedero prova di scarsa capacità tattica, di eccessiva ostinazione e di insufficiente pianificazione di stato maggiore.[62] Solo le Panzer-Division della Wehrmacht si mostrarono ancora una volta pari alla loro fama e riuscirono ad avanzare in profondità, ma, troppo deboli e non supportate, non poterono raggiungere il successo finale.

Non possiamo quindi che lasciarvi alle parole di Mauro Faina e riportarvi il link dove potete trovare il suo podcast. Non mancate di recuperare le puntate passate, senza perdervi le prossime, in cui IStoria potrebbe addirittura esserne ospite.


Il Giannizzero Nero - The Bulge:

https://www.spreaker.com/user/dago64/episode-44-il-giannizzero-nero-the-bulge

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